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		<title>Un tipo tranquillo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracoll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un tipo tranquillo Marco Vichi Guanda, p. 235, €16,00 Mario Rossi, una vita da mediano. Ragioniere modello da quarantatrè anni presso una ditta d’imballaggi a Scandicci. Marito fedele (di Gisella), padre (di Simona e Francesco) e nonno esemplare. Una vita senza grandi problemi, né sussulti né scossoni: tutti i giorni a lavoro sempre con lo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=111&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.longanesi.it/AreaGestione/catalogo/copertine/tipotranquillogrande.jpg" alt="" width="160" height="250" /><strong>Un tipo tranquillo<br />
Marco Vichi<br />
Guanda, p. 235, €16,00</strong></p>
<p>Mario Rossi, una vita da mediano. Ragioniere modello da quarantatrè anni presso una ditta d’imballaggi a Scandicci. Marito fedele (di Gisella), padre (di Simona e Francesco) e nonno esemplare. Una vita senza grandi problemi, né sussulti né scossoni: tutti i giorni a lavoro sempre con lo stesso autobus, la cena consumata in cucina imprecando davanti notizie del Tg2 e poi il pranzo domenicale con figlia separata e nipoti, la collina nel week end e il mare d’estate. Un’esistenza piatta, abulica, assuefatta, che non ha mai avuto il coraggio di cambiare, anche se da qualche tempo comincia a sentire un senso di smarrimento. Finché: “Minestrone e filetti di pesce”. Le ultime parole della moglie. La scomparsa improvvisa di Lella lo porterà a svegliarsi da un torpore esistenziale che durava da troppo tempo e a uscire per le strade, visitare città che non aveva mai visto, mescolarsi fra la folla, assaporare fantasie forti e pericolose, innamorarsi di donne sbagliate, in poche parole, a vivere. Dopo aver passato una vita intera a “camminare lungo una strada con le righe bianche ai lati, adesso è in mezzo al deserto”: Mario ha davanti a sé un mondo da ricostruire dalla A alla Zeta, è tutto nelle sue mani. Potrà finalmente fare qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato, andare contro ogni convenzione, uscire dai confini che erano stati previsti per lui. Nessuno potrà più rimproverarlo dicendogli: “Mario, non è da te”.<br />
Una trama ossessiva, martellante, quella di <em><strong>Un tipo tranquillo</strong></em>, l’ultimo romanzo di <strong>Marco Vichi</strong>, il creatore della fortunata saga del Commissario Bordelli (nel 2009 premiato per Morte a Firenze con lo Scerbanenco): un’esplorazione nell’orrore del quotidiano e una fine analisi della banalità dell’origine del male.<span id="more-111"></span> Perché basta poco per sconvolgere la vita di una persona e trasformarla da vittima in potenziale assassino, perché anche la personalità più insignificante può nascondere un mostro.  Un ricordo di morte (quand’era dodicenne, Mario ha assistito, inerte, alla morte di un gattino indifeso) che è presagio di un terribile futuro, che tormenta ancora e che porta il protagonista a convincersi che gli sia piaciuto assistere in qualche modo a quell’evento. Con uno stile essenziale e leggero, Vichi, racconta il passaggio da una sopravvivenza grigia e insignificante a una vita nera ed emozionante, con una tensione narrativa che sale in progressione proprio come in un crescendo rossiniano (quello che piace tanto al protagonista), fino a un finale sorprendente che suscita nel lettore sentimenti contrastanti, perché tutti, in fondo, abbiamo paura di scoprire che gli altri non sono sempre uguali a come li vogliamo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuoriluogo.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuoriluogo.wordpress.com/111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=111&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una libertà da difendere</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 15:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracoll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://tv.repubblica.it/copertina/legge-bavaglio-gli-audio-che-non-potrete-piu-ascoltare/47529?video Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (..) (Articolo 21)<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=107&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/legge-bavaglio-gli-audio-che-non-potrete-piu-ascoltare/47529?video">http://tv.repubblica.it/copertina/legge-bavaglio-gli-audio-che-non-potrete-piu-ascoltare/47529?video</a></p>
<p>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.<br />
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.<br />
(..)<br />
(Articolo 21)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuoriluogo.wordpress.com/107/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuoriluogo.wordpress.com/107/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=107&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Caino</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracoll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Josè Saramago Caino Feltrinelli, p. 144, €15,00 Quando l’autunno scorso Caino, è uscito nelle librerie portoghesi, la Chiesa lusitana ha gridato allo scandalo. I vescovi accusarono Josè Saramago di offendere milioni di cattolici in tutto il mondo, denunciando la rilettura &#8221;irriverente se non oltraggiosa&#8221; dell’episodio biblico. A vent&#8217;anni dall&#8217;uscita del Vangelo secondo Gesù Cristo (e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=102&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/865/2929865.jpg" alt="" width="144" height="220" /></p>
<p><strong>Josè Saramago</strong><br />
<strong>Caino</strong><br />
<strong>Feltrinelli, p. 144, €15,00</strong></p>
<p>Quando l’autunno scorso <strong><em>Caino</em></strong>, è uscito nelle librerie portoghesi, la Chiesa lusitana ha gridato allo scandalo. I vescovi accusarono <strong>Josè Saramago</strong> di offendere milioni di cattolici in tutto il mondo, denunciando la rilettura &#8221;irriverente se non oltraggiosa&#8221; dell’episodio biblico. A vent&#8217;anni dall&#8217;uscita del <em>Vangelo secondo Gesù Cristo</em> (e dalle accuse e clamore che suscitò), il premio Nobel torna a occuparsi dei testi sacri e di religione. E lo fa alla sua maniera, da ateo convinto e mai pentito: reinterpretando il primo fratricidio tramandato dalla Bibbia, quello di Abele. Caino, essere umano né migliore né peggiore degli altri, è voce narrante, protagonista e spettatore. Condannato a un destino errante, attraverso spazio e tempo, racconta della blasfema convivenza fra Eva e il cherubino Azaele, l&#8217;assassinio del fratello e il successivo dialogo filosofico con dio, il marchio e l&#8217;incontro con l&#8217;insaziabile Lilith nella città di Nod. Assistiamo al sacrificio di Isacco, alla costruzione della Torre di Babele e alla distruzione di Sodoma. É lui che dialoga con Mosé, che vede nascere l&#8217;identità israelita e che assiste alle prove inflitte al povero Giobbe. Riscrittura umanocentrica, ironica e personalissima della Bibbia, Caino è una singolare invenzione letteraria e una potente allegoria che mette in scena l’assurdo di un dio più crudele del peggiore degli uomini. Saramago ci delizia e ci fa riflettere con quella sua lucida e inconfondibile ironia capace di trasformare in sublime letteratura la storia di un Caino che accetta il proprio castigo ma, contemporaneamente, insorge contro un dio crudele tanto quanto gli uomini che l’hanno inventato, invidioso, corresponsabile. E a questo dio che Saramago, chiede spiegazioni, per constatare che &#8220;la storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, perché lui non capisce noi, e noi non capiamo lui&#8221;. Un testo forte, intenso, perché “la grande letteratura è fatta per conficcarsi in noi lettori come un coltello nella pancia”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuoriluogo.wordpress.com/102/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuoriluogo.wordpress.com/102/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=102&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SheNoir&#8230; coming&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 14:56:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[www.shenoir.com<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=99&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://fuoriluogo.wordpress.com/2010/05/07/shenoir-coming/"><img src="http://img.youtube.com/vi/8FgOHbDqDh0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><a href="http://www.shenoir.com">www.shenoir.com</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuoriluogo.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuoriluogo.wordpress.com/99/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=99&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>E il mio cuore trasparente</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 19:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracoll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E il mio cuore trasparente Véronique Ovaldé Minimum Fax, p.217, € 13,50 “Fu solo incontrando Irina che si rese conto che la sua vita era un enorme buco”. La bella Irina, dagli occhi speciali, pelle olivastra e capelli neri che si agitavano come se fossero vivi, la dolce Irina dalla risata “calda e lanosa”. La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=95&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:aRjLDG8Isl5-QM:http://www.mondoeditoriale.com/me/wp-content/uploads/2010/02/e-il-mio-cuore-trasparente.jpg" alt="" width="91" height="124" /><br />
E il mio cuore trasparente<br />
Véronique Ovaldé<br />
Minimum Fax, p.217, € 13,50</p>
<p>“Fu solo incontrando Irina che si rese conto che la sua vita era un enorme buco”. La bella Irina, dagli occhi speciali, pelle olivastra e capelli neri che si agitavano come se fossero vivi, la dolce Irina dalla risata “calda e lanosa”. La contraddittoria Irina che “pratica futilità e coscienza con la stessa passione e onestà”. Quando Lancelot incontrò Irina era un uomo sposato, ma quando quella scarpa da donna (numero 37- tacco 10) gli cadde in testa, e si accorse che la proprietaria dell’oggetto perfetto era proprio lei, la sua vita cambiò (“non ci sarebbe stata alternativa a restare accanto a lei per sentirsi ancora vivo”). E quando poi Irina viene misteriosamente ritrovata morta in una gelida notte d’inverno scomparendo con la sua auto nelle buie acque di un fiume, il buco nella vita di Lancelot riprende forma. E la sua assenza diventa impressionante come la sua presenza, come se “la sua assenza avesse riempito l’aria dello spazio esatto e della forma esatta della sua presenza”. E il dolore di Lancelot, cavaliere di cartapesta, uomo delicato che ha fatto voto di passività, fedele al culto dell’inerzia- “un modo piacevole di vivere un tantino in disparte”- è grande. Almeno tanto quanto la scoperta della parte più oscura di lei. Irina si rivela una donna ambivalente, frivola, eccessiva, alcolista da un lato e ambientalista dall’altro.<br />
Definito da Le monde un “romanzo d’amore vestito di giallo”, <strong>E il mio cuore trasparente,</strong><em> il terzo scritto da <strong>Véronique Ovaldé</strong></em>, è anche un burlesque, un’iniziazione, un manuale di seduzione e di ecologia domestica, in cui un uomo dolce e innamorato prepara le torte e corregge le bozze e una donna piena di fascino indossa vestiti conturbanti e prepara il napalm e le molotov in casa. E ci sono verità nascoste, uomini rigidi come militari, donne-peonie e bambine che si chiamano Tralala. Ma è anche l&#8217;eterna storia di quanto grande sia la parte oscura di ciascuno di noi e di quanto sia illusoria la convinzione di conoscere veramente la persona che si ama. Già perché dell’altro conosciamo solo la parte che ci lascia vedere. E alla Ovaldé, questa parte opaca, enigmatica piace tanto, lei che ama polizieschi alla Chandler, ma che mescola -attraverso una scrittura priva di discorsi diretti e di due punti- lato noir con immagini fiabesche: i mobili che si dissolvono e personaggi che ritornano, gatti che si trasformano in opossum e  consolatorie pillole blu. E non c’è da stupirsi se E il mio cuore trasparente sia così delicato e struggente allo stesso tempo, che abbia venduto 50mila copie in Francia e si sia aggiudicato il Prix France Culture Télérama 2008, e che soprattutto, ci piaccia così tanto.</p>
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		<title>Il cuore in ombra</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 10:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracoll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cuore in ombra Maria Stella Conte B.C.Dalai, p. 234, €18,00 Quasar, detta Q, che “brilla come una quasi stella, che ha la potenza di mille miliardi di soli. E trae la sua forza dal buco nero che l’ha generata”, è stata una bambina malamente amata. Ora, che ha quasi quarant’anni non ama più. Q [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=91&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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Maria Stella Conte<br />
B.C.Dalai, p. 234, €18,00</p>
<p>Quasar, detta Q, che “brilla come una quasi stella, che ha la potenza di mille miliardi di soli. E trae la sua forza dal buco nero che l’ha generata”, è stata una bambina malamente amata. Ora, che ha quasi quarant’anni non ama più. Q è il vertice di un triangolo erotico speciale, formato da Brina, la sua compagna di vita, insicura e sempre alla morbosa ricerca di conferme e affetto, e Sebastian, dalle segrete imperfezioni, il fratello di Brina, il suo amante clandestino. Lui sa di Brina, Brina non sa di lui. Brina e Sebastian, contemporaneamente amanti e sottomessi. Qu li avvolge in una tela di menzogne, crudeltà, scatti improvvisi d’ira, abbandoni, disprezzo, supremazia e umiliazione sessuale. Da una simenoniana finestra di fronte, che sia quella di un appartamento o la vetrina di un bistrot, un anziano signore, il padre di Q, -che ha abbandonato lei, la madre e il fratello- spia la sua vita nella speranza di rimediare al dolore procurato “tanto, da rendere inappropriata la parola amore”, scrivendo quindici lettere che puntualmente accartoccia e butta via. Da un angolo ancora più nascosto della città di provincia che fa da sfondo alla vicenda, una misteriosa voce narrante mette insieme le tessere di un puzzle fatto d’inganni, segreti, bugie, incontri e dialoghi carichi di ossessione e sadismo. Il cuore in ombra, è quello di Q, la bella, dolce, crudele e perversa Q, che spesso si chiede come sarebbe andata se solo fosse stata migliore, più buona, più generosa: perfetta. “Ma non credo, non credo che alla fine sarebbe servito a molto: l’unica cosa che potevo fare era cercare di salvarmi, di fuggire comunque e da chiunque. Ed è esattamente questo che ho fatto, e questo sono diventata, una persona cattiva: cattiva, pericolosa e sola, come ogni sopravvissuta..”. Q è la nuova “funesta e fatale donna della letteratura italiana” (così l’ha definita Natalia Aspesi), nata dalla penna di una bravissima Maria Stella Conte. E se nei precedenti romanzi i suoi personaggi, tutti femminili, scivolavano in mondi fantastici, pur continuando a fare i conti con il dolore della realtà, ne Il cuore in ombra si scontrano con squarci di violenza psicologica e morale, abissi di disperazione, glaciale ironia, dialoghi maniacali, perversione e sottomissione. In quarantadue capitoli dai titoli lapidari e illuminanti, la Conte ci accompagna in un imprevedibile (fino all’ultima riga) viaggio nell’anima, un viaggio nel dolore di un cuore amputato, e “il cuore non ricresce, sai?”</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuoriluogo.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuoriluogo.wordpress.com/91/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=91&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Riportando tutto a casa..</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 18:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un allucinante viaggio sono tornata a casa.. L&#8217;odore della pastiera, dei canditi e della buccia d&#8217;arancia, quello dei tigli in fiore, le feste del mio cane e le fusa del mio gatto, l&#8217;abbraccio caldo, rassicurante e protettitvo dei miei.. &#160;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=87&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un allucinante viaggio sono tornata a casa..<br />
L&#8217;odore della pastiera, dei canditi e della buccia d&#8217;arancia, quello dei tigli in fiore, le feste del mio cane e le fusa del mio gatto, l&#8217;abbraccio caldo, rassicurante e protettitvo dei miei..</p>
<p>&nbsp;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://fuoriluogo.wordpress.com/2010/04/02/riportando-tutto-a-casa/"><img src="http://img.youtube.com/vi/FaU59MnWCDY/2.jpg" alt="" /></a></span>
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		<title>Il filo rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il filo rosso Paola barbato Rizzoli, p. 350, € 19,00 Antonio Lavezzi è un uomo comune: un lavoro, una famiglia e una vita ordinaria, finché la sua routine esistenziale soccombe alla mostruosità, una mostruosità che violenta, e uccide la sua bambina, Michela. Uscito dal coma, causato dall’aggressione dell’assassino rivenuto in casa, Antonio è disprezzato e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=82&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:_zXRVn3z1GyG_M:http://angolonero.blogosfere.it/images/il%2520filo%2520rosso.gif" alt="" width="116" height="150" /><strong>Il filo rosso</strong><br />
<strong>Paola barbato</strong><br />
<strong>Rizzoli, p. 350, € 19,00</strong></p>
<p>Antonio Lavezzi è un uomo comune: un lavoro, una famiglia e una vita ordinaria, finché la sua routine esistenziale soccombe alla mostruosità, una mostruosità che violenta, e uccide la sua bambina, Michela. Uscito dal coma, causato dall’aggressione dell’assassino rivenuto in casa, Antonio è disprezzato e abbandonato dalla moglie.  Ma sopravvive, cambia città e lavoro, si rifugia in una rassicurante, metodica e abulica routine, scandita da inerzia e negazioni, ché “gli scheletri non escono mai senza permesso”, finché la mostruosità non rientra, prepotente, a scardinarla. Una morte che è un messaggio per lui. Qualcuno gli chiede di liberare la sete di vendetta che per troppo tempo ha tentato di domare e di metterla al suo servizio. E <strong>Paola Barbato</strong>, sfruttando le doti di sceneggiatrice per Dylan Dog, con l’occhio indagatore di chi ben conosce i personaggi che crea, gli offre la chance di riscattarsi in bilico tra il ruolo di sopravvissuto/vittima e quello di carnefice: “<em>ogni volta che viene commesso un crimine o un delitto tutti ragionano in linea retta: vittima-carnefice. Ma c’è un terzo punto di vista, quello di chi rimane. Chi rimane vivo, chi rimane in attesa, chi rimane e combatte”.</em> A cavallo di numerose città, come se lo seguissimo su una sorta di mappa umana e territoriale, Antonio pareggerà i conti. Un percorso impervio ma necessario per riprendere a respirare, a vivere.  Con <strong><em>Il Filo rosso</em></strong>, la Barbato intesse una storia che s’ispira alla cronaca nera e che va oltre la definizione di bene e di male, raccontando gli eventi nella loro concretezza. E’ il dolore, “drappeggiato, persino travestito, inghirlandato di varie definizioni. Fisico, psichico, spirituale&#8221;, il tema portante di questo thriller ingegnoso e adrenalinico, che non dà tregua, coinvolge e appassiona.</p>
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		<title>Italian Sharia</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracoll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Grugni Italian Sharia Perdisa, p. 208, € 14,00 “La storia che state per leggere è frutto della fantasia dell’autore. Ma per una volta, qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, non è assolutamente casuale”. E non a caso Italian Sharia è dedicato a Hina Saleem e Sanaa Dafani, uccise dai familiari [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=80&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://giallo.blog.rai.it/files/2010/02/italian-sharia11.jpg" alt="" width="160" height="239" /><strong>Paolo Grugni<br />
Italian Sharia<br />
Perdisa, p. 208, € 14,00</strong></p>
<p>“La storia che state per leggere è frutto della fantasia dell’autore. Ma per una volta, qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, non è assolutamente casuale”. E non a caso <strong><em>Italian Sharia</em></strong> è dedicato a Hina Saleem e Sanaa Dafani, uccise dai familiari in provincia di Brescia e di Pordenone, con l’accusa di non aver rispettato le leggi dell’Islam. L’analogia tra la tragedia delle due giovani donne con quella di Amina, uccisa dal padre perché non era una buona musulmana, e Zahra, condannata allo stesso destino della sorella e per questo ricondotta a Marrakesch, raccontata nel romanzo è volutamente mal celata. Solo che questa volta siamo nella provincia toscana, tra Sesto Fiorentino e Prato, a giugno, durante i giorni che succedono al decesso di Michael Jackson e un uomo scopre una terribile verità: altre ragazze sono state ricondotte nei loro paesi d’origine per subire la stessa condanna sotto silenzio. Sarà inevitabile per lui, addetto stampa di mezza età al comune e insegnante d’italiano in un corso per immigrati, tentare di salvare Zahra. Un viaggio tra le contraddizioni dell’Italia, un paese paradossalmente molto meno laico di quanto vuol  apparire e il Marocco, per scoprire che, citando<em> Zeitgeist</em> , il film diretto da Peter Joseph, “le istituzioni religiose di questo mondo sono alla base della sporcizia”. Italian Sharia è tutto questo: la storia di un eroe borghese, un’indagine letteraria, magistralmente documentata, su uno scottante tema d’attualità, una panoramica sui fatti di ordinaria e ottusa intolleranza culturale e cattiva convivenza interraziale, una critica al fanatismo e a ogni estremismo religioso, politico  o ideologico.  Con Italian Sharia,<strong> Paolo Grugni</strong>, come il suo protagonista (di cui non viene mai rivelato il nome), scrittore anche lui, compie un vero e proprio atto di militanza linguistica, avviato già con <em>Aiutami</em>, il <em>j’accuse </em>contro l’insensibilità nei confronti della violenza sugli animali, perché “la letteratura conserva la vita come la vita non riesce a conservarla”. Da leggere. Assolutamente.</p>
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		<title>Una bella intervista che ha fatto la mia amica scrittrice Marilù Oliva</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:33:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tratta da: http://mariluoliva.splinder.comOltreviste/Oltre le interviste NOME: Francesca Colletti ATTIVITA’: giornalista SEGNI PARTICOLARI: lascia le briciole di brillantini in giro (ma il perché lo dice in privato) La TROVATE SU: www.milanonera.com http://issuu.com/milanonera http://fuoriluogo.wordpress.com (ma non l’aggiorno da una vita) Ti sei laureata in Sociologia e hai seguito il “Master Redattore per l&#8217;informazione culturale nei media”. La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuoriluogo.wordpress.com&amp;blog=10600963&amp;post=73&amp;subd=fuoriluogo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.mariluoliva.net/marilunew.jpg" alt="" width="215" height="555" />Tratta da: <a href="http://mariluoliva.splinder.comOltreviste/Oltre le interviste">http://mariluoliva.splinder.comOltreviste/Oltre le interviste</a></p>
<p>NOME:<em> Francesca Colletti</em><br />
ATTIVITA’:<em> giornalista</em><br />
SEGNI PARTICOLARI: <em>lascia le briciole di brillantini in giro (ma il perché lo dice in privato)</em></p>
<p>La TROVATE SU: <a href="http://www.milanonera.com">www.milanonera.com</a><br />
<a href="http://http://issuu.com/milanonera">http://issuu.com/milanonera</a><br />
<a href="http://http://fuoriluogo.wordpress.com">http://fuoriluogo.wordpress.com</a><br />
(ma non l’aggiorno da una vita)</p>
<p>Ti sei laureata in Sociologia e hai seguito il “Master Redattore per l&#8217;informazione culturale nei media”. La tua passione per il giornalismo ha radici solide&#8230;</p>
<p><em>In realtà volevo fare l’astronauta! Scherzo&#8230; bè, ho iniziato a scrivere al Liceo, ed ero persino il direttore del giornalino scolastico! Durante il periodo universitario ho collaborato con un settimanale economico della provincia di Avellino, che ho lasciato dopo due anni circa per scrivere la tesi. Dopo un primo master in comunicazione ho lavorato per un anno e mezzo al quotidiano napoletano Il Denaro. Mi sono occupata di tutto: il mio primo articolo era sulla fiscalità di vantaggio&#8230; inutile dire che non ne sapevo nulla&#8230; io ho una formazione classica,ma nonostante tutto andò bene, decisero però di spostarmi alle pagine culturali e da lì,  l’amore per i libri, mi ha portato a specializzarmi in giornalismo culturale. Ho frequentato un altro master all’Università di Urbino e poi il salto di qualità: uno stage di tre mesi (che poi è durato un anno) a L’europeo, il mensile Rcs. Mi sentivo arrivata, era il mio sogno diventato realtà. Nel frattempo ho iniziato a collaborare con alcuni siti internet (My Movies, Liquida) e con MilanoNera, prima con qualche recensione, poi, insieme a Roversi e altri collaboratori del web, abbiamo creato la MilanoNera Eventi e..bè, il resto lo sapete. Adesso scrivo di libri, lavoro con i libri, ma non penso di scriverne uno. Mi sento una donna fortunata: amo il mio lavoro.</em></p>
<p>Sei caporedattrice di Milanonera Mag, cosa significa?</p>
<p><em>É un po’ come avere un figlio. Tanti sacrifici, nottate in bianco prima della chiusura, l’ansia e i nervi a fior di pelle finché non è in stampa e non arriva in redazione, le litigate con il tuo compagno (in questo caso il grafico) su cosa è meglio per lui, i dubbi sull’impostazione che hai dato&#8230;ma poi sei lì, a guardarlo con occhi adoranti e pieni di orgoglio, e dimentichi tutto il resto.</em></p>
<p><em>E poi ovviamente i lati positivi: i libri in omaggio, le partecipazioni ai festival e l’opportunità di conoscere grandi scrittori.</em></p>
<p>Quali qualità occorrono per svolgere il lavoro di redattore per una testata giornalistica? Se tu dovessi dare un consiglio a un aspirante caporedattore, cosa diresti?</p>
<p><em>Nell’ambiente circola questo detto: “se vuoi diventare giornalista, devi attaccare un chiodo al muro e piantarlo a forza di testate”. Non c’è nulla di più vero, anche perché l’ho provato sulla mia pelle.  Tenacia e passione. Tanta passione. E’ l’unica qualità e insieme l’unico consiglio che mi sento di dare. La passione permette di superare gli ostacoli, di non rispondere alle provocazioni, di resistere ai commenti di un ambiente ancora molto maschilista, di andare avanti nonostante i miseri guadagni iniziali. Insieme all’amore per la verità, un pizzico di umiltà, una buona dose di curiosità e un’ottima capacità di sintesi.<span id="more-73"></span></em></p>
<p>Un commento che han fatto al tuo lavoro, che ricordi con piacere</p>
<p><em>Circa un anno fa scrissi un articolo per L’Europeo sulla situazione idrica nei Territori Occupati. Il pezzo della mia vita. Lo feci leggere a una persona che stimo tantissimo, Francesco Abate, e ne approfittai per chiedergli dei consigli per migliorare la mia scrittura. Lui rispose: “È una storia che non conoscevo e che tu hai argomentato con una quantità precisa di dati impressionante. L’altra faccia di un conflitto che lascia di stucco. Consigli? L’unico che ti posso dare è di regalarci altre storie come questa”.</em></p>
<p>Ma non svolgi solo questa attività. Stai organizzando il Nebbiagialla Suzzara Noir Festival, una rassegna ideata da Paolo Roversi, scrittore e direttore di Milanonera. Formula un invito.</p>
<p><em>Venghino signori venghino alla quarta edizione del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, il “festival noir più importante d’Italia” per stessa ammissione di Massimo Carlotto. Dal 5 al 7 febbraio la nebbia della bassa si tinge di giallo per ospitare 25 tra i più grandi giallisti e giornalisti italiani: da Carrisi a Varesi, passando per Carlotto, Mistretta, Nuzzi, Beccaria, Mammano, Oliva, Franceschini, Sarasso e chi più ne ha più ne metta!</em></p>
<p><em>Tre giorni in cui cultura e letteratura diventano intrattenimento, dove pubblico e scrittori si avvicinano in assoluta libertà e in un’atmosfera conviviale, tre giorni in cui Suzzara diventa la patria del noir!</em></p>
<p>Hai seguito questa rassegna fin dall’inizio, ci racconti come è nata l’idea?</p>
<p><em>Roversi, che è l’ideatore e il direttore creativo del NebbiaGialla, mi ha sempre detto che è nato un po’ per scommessa e un po’ per la volontà di creare un festival diverso dagli altri, in cui gli scrittori dialogano davvero e non si limitano a raccontare le solite frasi fatte da quarta di copertina. Il comune di Suzzara, paese della bassa in cui è nato Paolo, ha accettato questa scommessa, ci ha creduto, e adesso siamo al quarto anno.</em></p>
<p><em>Io mi occupo dell’Ufficio stampa e al di là di tutti i comunicati scritti sulla scoperta e sulla valorizzazione del territorio, sull’importanza di una manifestazione fatta in un piccolo paese della provincia, la verità è una sola. E la mia lunga esperienza di frequentatrice di festival letterari può testimoniarlo: a Suzzara, durante il NebbiaGialla, il contatto è reale, palpabile. Nei giorni della kermesse, cultura e letteratura diventano davvero intrattenimento e lettori e scrittori si avvicinano in assoluta libertà e in un’atmosfera conviviale, quasi familiare. Sei a tavola con loro, riesci a scoprire i loro gusti in fatto di cibo, le loro abitudini o i piccoli vizi, li incontri, ancora assonnati, la mattina quando esci dall’albergo e ti incammini verso il centro. E’ questo il segreto del successo del Nebbia Gialla.</em></p>
<p>Com’è andata l’anno scorso?</p>
<p><em>Benone! Lo scorso anno abbiamo avuto molti visitatori, credo perché del NebbiaGialla si è parlato tantissimo, è uscito dalla dimensione di festival provinciale, ormai tutti lo conoscono. La passata edizione è stata quella della consacrazione ad appuntamento fisso per tutti gli amanti del giallo e noir. La dichiarazione di Massimo Carlotto (assolutamente spontanea, giuro!) poi, è stata una manna nel deserto!</em></p>
<p>Previsioni per quest’anno?</p>
<p><em>Sono sicura che andrà alla grande. Per vari motivi. Innanzitutto abbiamo 25 tra scrittori e giornalisti, un record. Quest’anno poi anche i ragazzi avranno occasione di avvicinarsi al noir: in programma due incontri per spiegare ai più piccoli il lato oscuro dei nostri tempi attraverso percorsi ludici e formativi. Abbiamo deciso anche di parlare non solo di noir, ma di discutere sui grandi misteri italiani, come la strage di Piazza Fontana e gli scandali politici ed economici del Vaticano. In più assisteremo anche un concerto jazz con aperitivo letterario in una storica villa della città con  tanto di servizio navetta dal centro cittadino. E una gran sorpresa finale che sveleremo solo la domenica. Insomma, il noir attira  la gente  tanto che abbiamo ricevuto delle prenotazioni persino dalla Sardegna e da qualche settimana si fa fatica a trovare posto negli alberghi di Suzzara!</em></p>
<p>3 buoni motivi per venire al Nebbiagialla:</p>
<p><em>Atmosfera familiare</em></p>
<p><em>Buon cibo (avete mai provato la bignolata? Un’esperienza sensoriale unica)</em></p>
<p><em>Belle donne (le redattrici di Milanonera)</em></p>
<p>Ci racconti un aneddoto organizzativo, da “dietro le quinte”?</p>
<p><em>Bè, posso dirvi che l’anno scorso uno scrittore (di cui non farò il nome neppure sotto tortura) è letteralmente scappato subito dopo cena da Suzzara pur di sfuggire al pressing di una giornalista/fan molto insistente..</em></p>
<p>3 libri che ti porteresti sulla Luna</p>
<p><em>É risaputo che io tendo a esagerare con i bagagli, ma se proprio devo far spazio sullo shuttle, sceglierei:</em></p>
<p><em>1984 di George Orwell</em></p>
<p><em>Scritto sul corpo di Jeanette Winterson</em></p>
<p><em>2666 di Roberto Bolaño</em></p>
<p>3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna</p>
<p><em>Studio sulla sovranità di Joseph de Maistre (Ho dovuto leggerlo per un esame all’Università. Terribile)</em></p>
<p><em>Tutti i libri di Vespa</em></p>
<p><em>Noi amiamo Silvio (Peruzzo editore) che non ho letto, ma l’ho scoperto in edicola..ridicolo!</em></p>
<p>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</p>
<p><em>Stamattina. Per lavoro ovviamente, ma tendo a dimenticare presto per spirito di sopravvivenza.</em></p>
<p>L’ultimo bacio che hai dato</p>
<p><em>Ahimè, purtroppo una settimana fa. Ma non ho ancora capito se era un bacio di addio.</em></p>
<p>L’ultima canzone che hai ascoltato</p>
<p><em>Diamonds on the inside di Ben Harper. L’ascolto in continuazione, sono convinta che l’abbia scritta pensando a me.</em></p>
<p>Un pregio che ti viene ricordato</p>
<p><em>La spontaneità</em></p>
<p>Un difetto che ti viene rimproverato</p>
<p><em>L’insicurezza</em></p>
<p>Uno scrittore che vorresti intervistare</p>
<p><em>Mi sarebbe tanto piaciuto intervistare Pasolini.  Oggi Paul Auster.</em></p>
<p>Prossimi progetti?</p>
<p><em>Oltre ad un week end di relax post NebbiaGialla?</em></p>
<p><em>Tanti progetti in cantiere con la MilanoNera Eventi: La lunga notte dei booktrailer allo Spazio MilanoNera, vari festival in giro per la penisola, il MilanoInBionda. E poi un altro, a cui tengo in modo particolare e di cui non parlo per questioni scaramantiche.</em></p>
<p>Salutaci Gialla come la Nebbia di Suzzara</p>
<p><em>Buon sole! (L’ho rubato a una mia amica, ma è un saluto che mi mette il buon umore)</em></p>
<p>Adesso salutaci Nera come il giornale per cui lavori.</p>
<p><em>Come la notte. Come il primo caffè del giorno. Come il gatto che tutti temono. Un saluto nero. Per tutti.</em></p>
<p><em>(Non sono brava a scrivere queste cose!)</em></p>
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